rassegna stampa

intervista pubblicata su Guitar Club (ottobre 2000)

Le Matin
5 novembre 2004

Le principal quotidienne du Maroc
Recensione del concerto al Teatro Mohammed V di Rabat del 4.11.2004 di Oufaà Bennani

La Lettera Del Popolo (Maroc)
5 novembre 2004

Recensione del concerto al Teatro Mohammed V di Rabat del 4.11.2004

Il Mondo
4 novembre 2004

quotidiano marocchino

"Jazz all'italiana a Rabat"
...Rappresentazione dell'Ambasciata Italiana al Teatro Mohammed V di Rabat..
.

L'Economiste
4 novembre 2004

le premier quotidien economique du Maroc

...L'Institut culturel italien presénte un concert de Pavia jazz orchestre...

La Provinicia Pavese
3 novembre 2004

Tour in Marocco per la "Pavia Jazz Orchestra"

...appena tornati dal tour in India, che ha fatto tappa a New Delhi, Pune e Bombay, i cinque pavesi della "Pavia Jazz Orchestra" sono di nuovo in partenza...

The Hindu
(India)

28 ottobre 2004

Recenione del concerto al Kamani Auditorium di Nuova Delhi di ATIKA RAO

The Sunday Newsline
(India)

24 ottobre 2004

Italian Connection.
Spaghetti, Pollo, Insalatine and Jazz...

Maharashtra Herald
(India)
22 ottobre 2004

Articolo di presentazione del concerto di Pune del 24 ottobre 2004.

MUSICA JAZZ
Novembre 2000 pag. 72


TRIO MOSAICO
"Ritratto di oca":
Beatrice/Ritratto di oca/Erta/Monkino/Donne/C.P./So What/Papi Sound/Scotch and Water.
Gianni Azzali (sop., alto, ten.), Mariano Nocito (cb.), Luca Mezzadri (batt.); agg. Erminio Cella (p.) nei tit. III,V,VII. Soragna, 17-6-96 (solo tit. IV); Milano, 18-5-99.
PANASTUDIO CDJ 1046, distr. Carish.

...............eccoci di fronte a un trio solido e ben coeso, che affianca temi propri (due di Azzali e quattro di Nocito) a pagine di Rivers, Davis e Zawinul. E, più che nel trittico in quartetto, è proprio nei brani in trio che si ascoltano le cose migliori: in particolare in Beatrice e C.P. (che il tenore di Azzali sa dotare della necessaria tensione), nel sopranistico Papi Sound (momento finalmente svincolato da sovrastrutture.............................. e fra l'altro impreziosito da un ottimo assolo di contrabbasso) e nello spigliato Scotch and Water, unico episodio con Azzali al contralto.
Vista la coerenza di intenti che sembra regnare al suo interno, potrà forse bastare al Trio Mosaico appena un pò di coraggio in più, per inquadrare quegli orizzonti che qua e là questa prova di esordio lascia comunque già intravedere.

Andrea Bazzurro
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www.MiaPavia.com
settembre 2000

STANZE
................Si tratta di un mix di musiche e di testi recitati raccolti sotto il titolo di "Sigilli" e proposto dal gruppo "Stanze" composto da due musicisti, una cantante e due attori...........Quello che stupisce è proprio il fatto che i testi citati si confondono con quelli originali scritti appositamente per lo spettacolo senza che questi ultimi vengano sminuiti dal confronto. La musica è minimalista ma esaustiva, sono solo due i musicisti ma le atmosfere create sono evocative di momenti magici ........................Mariano Nocito, al contrabbasso, con la solita eleganza costruisce un tappero ritmico-armonico che permette al sax di Gianni Mimmo di essere ora lirico, ora forsennatamente sfuggente.......................E' difficile descrivere quello che da concerto spesso si trasforma in una rappresentazione teatrale; un percorso di ricerca in cui la parola e le note si alternano nel ruolo di protagonista. La cosa migliore è che andiate a sentirli, ve lo consiglio.

Furio Sollazzi

Virgilio newsgroup
it.arti.musica.jazz - 31 marzo 2000

from: redrecords@iol.it (sergio veschi)
Subject: trios

............................ho ascoltato il CD con non poco scetticismo ma mi sono completamente ricreduto. E' jazz di ottima fattura, molto updated e dove c'è tutto quello che ci deve essere in un disco di questo genere: conoscenza del linguaggio metabolizzato con spessore e profondità ...............E' inoltre sorprendente constatare quanto talento, competenze professionali e artistiche vive e vitali siano presenti in questo momento in Italia, specie in posti lontano dai riflettori, e quanto siano sistematicamente ignorate dagli addetti ai lavori e come venga negata loro la possibilità di esibire il loro talento.

Sergio Veschi

Mariano Nocito - DREAM 1999


Un progetto musicale che nasce dall'influenza - e dalla conseguente appassionata rielaborazione - di jazz e avantgarde non è mai facile da descrivere per mezzo di semplici parole, ma è giusto cercare di farlo, anche solo per evitare il comodo luogo comune del "lasciamo che sia la musica a parlare ". La ricerca intrapresa da Mariano Nocito, contrabbassista pavese "malato" di Mingus, reca tutti i segni che accompagnano la realizzazione di un sogno, e non solo perché Dream è il titolo dell'album: l'incontro tra un solido background jazz (esemplare il contrasto tra il contrabbasso già citato e il trillo penetrante del sax soprano di Gianni Mimmo nella title-track) e la tradizione classica, rappresentata dal quartetto d'archi fiorentino di Martina Chiarugi, non è cosa che si sente tutti i giorni. Ambizioso, certamente. Ma osare è termine imprescindibile per l'artista che non si accontenta del proprio particulare, della ghettizzazione dei generi, e invece cerca qualcosa in più, che possa soddisfare almeno in parte l'Idea di musica a lungo inseguita, anche a costo di sbagliare. E il fatto che, nonostante l'importanza della posta in gioco, in Dream tutto funzioni come in un ingranaggio perfettamente oliato, rende l'ascolto ancor più appagante. Addentratevi nel sogno senza timore.

Emanuele Sacchi
(RUMORE)

JAZZ Hot JAZZ
N°3 Settembre 1994

Grifeo-Galante Quartetto
"Cellophano" - Scatola Sonora

Nonostante le migliori intenzioni (quando poi non si scada nel furbo ammiccamento), la fusione di stilemi sonori assai differenti e distanti tra loro è troppo spesso pretesto di semplicistiche operazioni di accorpamento di materiali eterogenei, con l'inevitabile corteo di esotismi a buon mercato. "Cellophano", è bene dirlo subito, è invece un bell'esempio di musica senza frontiere, concepita con intelligenza e gusto, realizzata secondo una ben precisa progettualità e, soprattutto, senza il sapore rancido che spesso accompagna certe effettismi tanto gratuiti quanto velleitari. ............................... Nonostante le distinte personalità, i quattro musicisti trovano in "Cellophano" (ma il loro sodalizio era già stato sperimentato a lungo in numerosi concerti) un comune laboratorio dove realizzare il tentativo di fondere i modelli jazzistici dell'improvvisazione con quelli, assai variegati, che provengono dalle culture del bacino del Mediterraneo senza trascurare alcuni elementi dell'impressionismo europeo. ............................ Ciò che però non si può negare a "Cellaphano" .............................è la coerenza degli intenti, la competenza con cui questi vengono perseguiti e, non ultimo, il fascino di un linguaggio, forse utopico ma certo suggestivo, che tenta di compendiare almeno un piccola parte della babele sonora di questo pianeta.

Gigi Razete

CADENCE
July 1994

 


 




GRIFEO-GALANTE QUARTETTO,
CELLOPHANO,
SCATOLA SONORA 002
Emilio Galante, flt, b flt, Lexicon LPX 5; Beppe Grlfeo, ac p; Mariano Nocito, ac b, el. b; Tony Rusconi, d, perc. Milan, ltaly, 1993.

Cellophano apre con una misteriosa melodia di flauto, simile ad un richiamo di preghiera araba. Quando entrano il basso e le batterie, stabiliscono un tempo lento e rimbombante sul quale il flauto si muove sinuosamente mentre le note del piano offuscano ogni movimento. Cosí il Quartetto Grifeo-Galante cattura l’attenzione dell’ascoltatore. Emilio Galante è il flautista che sembra piú interessato a creare un’atmosfera che a produrre una grande quantitá di note. Beppe Grifeo suona il piano acustico - anche lui crea melodie che danzano, che producono giochi di colori e di immagini. C’é un nonsoché di felliniano nella melodia di “U Meircato ru Capo”. Il tamburo militare di Tony Rusconi guida il flauto dentro la melodia mentre il basso elettrico di Mariano Nocito esegue il contrappunto. L’assolo di Grifeo mi ricorda un pò un lavoro di Keith Jarret con Dewey Redman, Charlie Haden e Paul Motian. L’esecuzione per flauto di Galante ha i sovratoni di James Newton nelle note più alte ma si discosta dai toni più duri usati dalla maggior parte dei flautisti moderni. Galante usa l’eco col suo flauto per dare profondità alle note e gli piace che queste siano fuse insieme.

C’è una grande apertura in questa musica. “Intifada” comincia coi tratti del piano di Grifeo che si muovono dentro e fuori lasciando l’eco delle sue note. Poi subentra il basso di Nocito con un tocco di percussione e il piano scompare per un pò. “U Regghe” ha una ritmica reggae nel basso e nelle note del piano e una piacevole linea melodica discendente. Le batterie jazz segnalano un lieve distacco dal ritmo giamaicano ma questo si può ancora avvertire nel basso e nel piano. Le note del flauto di Galante sembrano canto di uccelli, linee fluttuanti e brevi frasi melodiche. Una cupa nota continua del basso e una incisiva del piano introducono “Iki”. La melodia del flauto ha una componente maggiore di quella sinuosa sensazione che si sente nella traccia iniziale, ma questo stacco rimanda a una una canzone “pop”, con arresti, riprese e ripetizioni. Anche la canzone finale “Cellophano”, è più che un pezzo “composto”. Le figure ipnotiche del piano di Grifeo danno un’andatura che suona come le onde che si infrangono sulla scogliera. Nello stesso tempo la melodia del flauto è composta da lunghe espressioni frammezzate da note alte in crescendo.
In qualche modo Cellophano mi ricorda l’incisione di Jan Garbarek - Art Lande, Red Lanta. L’accento (in entrambi i pezzi) è posto sulla melodia e sull’atmosfera, non sull’abilità tecnica. Le canzoni intendono creare immagini, forse per riflettere. Non è un disco propriamente “jazz” ma neppure “pop” o “new age”. È soltanto vera buona musica.

Richard B. Kamins

WORLD MUSIC
Aprile - Giugno 1994

 

Nuove Proposte Italiane

.........In tal senso va segnalato anche "Cellophano", un bel disco realizzato dal Grifeo Galante Quartetto, che racchiude otto composizioni e che proietta Emilio Galante, Beppe Grifeo, Mariano Nocito e Tony Rusconi nell'area dei migliori jazzisti mediterranei.................

Tonino Merolli

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